All’origine dei Pini c’era una tecnica che mi incuriosiva. Ho pensato voglio ricreare l’idea dell’incisione su carta, ma realizzarla in porcellana. Mi sono chiesta: cosa posso disegnare? Una cosa semplice, che mi permetta di sperimentare una forma iconica e di perfezionare bene la tecnica. Da lì è nata l’idea degli alberi. Mi sono concentrata sugli aranci, i pini, e gli ippocastani che avevo visto a Roma, in particolare a Villa Borghese, al Giardino degli Aranci e in Piazza Vittorio. Poi ho sviluppato soprattutto i pini.
Il progetto era nato un po’ per gioco.
Avevo bisogno di creare delle relazioni virtuali che però avessero un po’ di senso. Avevo fatto questo gioco di coinvolgere i bambini. Ed erano arrivati molti disegni e ne avevo fatto sia quadretti che gioielli. E poi li avevo donati.
Ho creato fogli sottilissimi, simili alle pagine utilizzate per gli acquerelli che non hanno i bordi netti e poi ho inciso e acquarellato i vari soggetti.
Li ho esposti come se fossero fogli di carta applicati al muro, con semplici chiodini, che ricordano la tecnica espositiva delle fotografie.